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Abolizione della corrida | In Catalogna una strada possibile

Questa notizia non riguarda i cani, ma vale comunque la pena di darla. Il parlamento catalano ha infatti bocciato un emendamento che annullava l’iniziativa di legge popolare per l’abolizione della corrida, l’orrido spettacolo primitivo che ancora in Spagna (e in altre parti del mondo) viene mantenuto in vita perché motivo di turismo e quindi di business.

Claro che se a farne le spese sono centinaia di migliaia di tori, che muiono lentamente dissanguandosi fino al colpo mortale finale, ai gentili turisti che affollano le corride e le plaze non gliene può fregare di meno.

La proposta di legge può quindi passare adesso alle commissioni parlamentare incaricate, per tornare poi all’assemblea per la decisione definitiva. Insomma,  un gran bel passo avanto ottenuto dalle associazioni e dai cittadini che si battono per questa causa.

C’è da aggiungere che i giovani spagnoli non seguono la corrida, anzi mostrano un totale disinteresse (è una ricerca del 2006), mentre tra gli anziani solo il 41% dice di essere interessato. Il segno, quindi, che l’arte della tauromachia è in discesa è evidente. Bisogna anche dire che nel 2009, rispetto all’anno precedente, si sono svolte ben 354 corride in meno.

In definitiva, i dati ci sono tutti: la corrida non ha più senso d’esistere. Spettacolo di stupidità dell’uomo che combatte contro l’animale come nella preistoria, ci auguriamo che molto presto sia dichiarata la sua illegalità. Grazie agli stessi spagnoli che per anni l’hanno vissuta.

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